26 gennaio 2007

Quante cose si imparano

Qualche tempo fa era uscita la notizia di alcuni imbecilli, se non sbaglio sguinzagliati da un'università britannica, i quali avevano ridotto alcuni grandi classici della letteratura alla lunghezza ed allo stile di un sms; ovviamente la notizia non era in questo, ché l'esistenza dell'idiozia è evidente e comprovata da prove innumerevoli, bensì nel fatto che i responsabili dello "studio" erano liberi ed incensurati, avendo inspiegabilmente evitato di finire impiccati e squartati come da solida tradizione inglese.
Ma la specie si evolve. Oggi si legge che in Finlandia, discosto e civile paese del Nord che ha dato il Natale ad un Babbo prima senza titolo, a numerose renne e a vari rallisti di valore, è nato il romanzo-messaggino. Non poteva succedere che lassù, in quel timido Stato in cui la tecnologia ha agevolato così tanto l'esternarsi dei rapporti umani: tanto che perfino il primo ministro Matti Vanhanen, avendo deciso di lasciare la sua fidanzata, gliel'ha comunicato con un sms (per l'esattezza: Väi a käkaare, tröja). Ad ogni modo, mai essi erano stati utilizzati per comporre un'opera letteraria. Questo invece è ciò che ha fatto Hannu Luntiala, aprendo una strada che -ne siamo certi- verrà presto calpestata da altri.
Certo, temere che una sciocchezzuola del genere preluda alla morte del romanzo nella sua forma tradizionale, beh, questo sembra eccessivo: non sarà un espediente, per quanto ben escogitato, a minare veri pilastri dell'identità e della civilizzazione occidentale come Volevo i pantaloni o Tre metri sopra il cielo.
E nel caso saremmo pronti a combattere in difesa delle nostre radici.

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